CHIESA MONUMENTALE DI SAN DOMENICO

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E’ nel frangente storico della riorganizzazione della città di Taverna nel sec. XV che si colloca parallelamente ad altri insediamenti, la fondazione del Cenobio dei Padri Domenicani, assegnabile a Fra Paolo Mileto nel 1464, come risulta dalla bolla di fondazione.Nel 1478, con la bolla del 22 Agosto, unì al convento l’ Hospitale di Taverna, sede dell’amministrazione cittadina. La prima costruzione della chiesa, edificata in tufo, subì gravi danni col terremoto del 1662. Nel 1689, il notaio Paolo Riccio di Taverna, registrò un contratto per le dotazioni della Cappella di San Giovanni Battista, fondata da Mattia Preti nella Chiesa di San Domenico, e per la quale l’artista promise di dotare un quadro. Agli inizi del XIX secolo, durante il dominio francese, il convento dei Domenicani venne soppresso per essere poi ricostituito nel 1820. Nel 1861, un assedio di briganti, costrinse alle barricate entro il convento di S. Domenico, parte della popolazione. E’ per questo drammatico evento che venne distrutto da un incendio l’intero archivio della Chiesa e gran parte della biblioteca dei Padri Domenicani. Nel 1687, la vita monastica del convento cessò di esistere , gli spazi dell’antico cenobio vennero destinati ai più svariati usi pubblici. Nel 1930 la Real Soprintendenza comunicò l’inizio dei lavori di restauro della chiesa e dei dipinti di Mattia Preti. Nel 1938-’39, i lavori di restauro della Chiesa vennero ultimati.

CHIESA ARCIPRETALE DI SANTA BARBARA

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Costruita nel 1427, di fondazione conventuale francescana. Nel XVIII secolo, l’interno della chiesa viene arricchito di statue e nuovi dipinti. A seguito dei danni provocati dal terremoto del 1783, nel 1790 vengono effettuati dei lavori di consolidamento dell’edificio. Gli anni del dopoguerra segnano l’inizio di una sciagurata opera di ristrutturazione di tutto l’edificio che perde la tipologia architettonica originaria.

CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE
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E’ da considerarsi la più antica chiesa di Taverna nuova, la sua fondazione coincise con il trasferimento della popolazione dalla distrutta città medievale al Casale di Bompignano, durante la prima metà del secolo XV. Nel 1957 a causa di una disastrosa alluvione tutti gli stilemi dell’originaria architettura andarono perduti. All’ interno dell’edificio si conservano ancora pregevoli opere di Giovanni Balducci, Cristoforo Santanna.