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La storia di Taverna ha origini dalla leggendaria polis greca Treischenè, fondata da coloni o profughi greci in prossimità del mare Jonio.Le frammentarie fonti documentarie indicano la distruzione della città nel X secolo, durante le incursioni arabe che in tutta la Calabria spinsero le popolazioni a rifugiarsi nell’entroterra,sulle montagne.Una seconda distruzione colpì il paese nel 1459 durante le guerre tra Aragonesi e Angioini.Il paese cosi’ fu trasferito nel vicino casato di Bompignano, attualmente conosciuto con il nome di rione Santa Maria.La città qui risorge a nuova vita, comprendendo i vari casali di Sorbo, Noce, Maranise, Savuci,Fossato, Pentone, San Giovanni, Albi, Dardanise, Magisano, Vincolise, San Pietro e ospitando l’insediamento di vari Ordini Monastici con un grande numero di parrocchie, chiese e conventi.Questo periodo florido e fiorente fu attivo per tutto il secolo XVI e XVII e si estinse alla soglia dell’Ottocento.In questo periodo vediamo la comparsa di molti filosofi, teologi, medici e legisti, fra questi Gian Lorenzo Anania, autore della Universal Fabrica del mondo pubblicata nel 1573. Nel secolo XIX, i cambiamenti susseguiti alla Repubblica Partenopea, i moti risorgimentali, il brigantaggio fino l’Unità d’Italia provocarono la perdita dell’autonomia governativa e l’abbandono di Taverna da parte delle famiglie nobiliari e di tutti gli ordini monastici.Nonostante le distruzioni causate dal tempo e dagli uomini, il patrimonio artistico di Taverna, è da considerarsi ancora notevole.A testimonianza del millenario passato storico sono oggi visibili i resti di un ponte sul fiume Alli; quelli dell’Abazia basiliana di S.Maria di Pèsaca.Non di minore importanza sono i resti della chiesa di San Marco fondata nel 1102,quelli imponenti della Torre Normanna, costruita tra il 1428 e il 1431, posta a nord della città nuova, a guardia dell’antico passo per la Sila.Fra i conventi femminili da ricordare quello di S.Caterina e dell’Annunziata.Di altri undici edifici ecclesiastici, fra i quali Conventi femminili di S.Caterina e dell’Annunziata, esiste soltanto la memoria documentaria, così come di almeno venti ricchi palazzi nobiliari.Nelle principali chiese di Santa Maria Maggiore,Santa Barbara, San Domenico e San Martino, si conservano pregevoli lavori decorativi e opere d’arte risalenti ai maestri dei secoli XVI, XVII e XVIII, oltre al più singolare gruppo di dipinti Pretiani esistente in Italia.